Che senso ha oggi studiare Dante?

Perché partecipare all’ennesimo convegno su Dante? [….] Italo Calvino in un bel volume intitolato Perché leggere i classici argomentava le sue riflessioni per rispondere a quella domanda. In questa sede rincariamo la dose chiedendoci: Che cosa significa fare ricerca in campo umanistico? Perché studiare Dante a 700 anni dalla sua morte? Studiare dico, e non piuttosto celebrare, come si fa con le cose morte.

Per rispondere a questa domanda ci concediamo il lusso di ragionare del trattato di diritto pubblico che Dante scrisse in vista della speranza di pacificazione dell’Italia, afflitta dal mos partium et fationum, allora come oggi: la Monarchia.

Il convegno internazionale Allegorie dantesche 2021

Dei quattro sensi di lettura della Sacra Scrittura parla Agostino nel De Doctrina Christiana (III, X 14, XV 23, XVI 24) che è uno dei punti di partenza per l’interpretazione allegorica dei testi medievali. Rabano Mauro (VIII sec.) afferisce piuttosto alla tradizione greca e parla di tre sensi della scrittura. Tommaso d’Aquino e Dante afferiranno entrambi ad Agostino, il primo sistematizzando (Summa theologica, I, 1, 10), il secondo applicando ai testi poetici la modalità di lettura dei testi biblici.

Il convegno internazionale è dedicato agli studiosi di Dante per la qualità degli interventi proposti, agli studenti delle scuole superiori che hanno l’occasione di misurarsi con la ricerca in campo umanistico e soprattutto agli appassionati di Dante.

Direttore scientifico: Claudia Di Fonzo ( Università di Trento – Diritto e Letteratura)